La storia

50 anni della Repubblica Federale
Oggi la Germania figura fra le democrazie economicamente più avanzate e stabili del mondo e va acquistando sempre maggior peso politico a livello internazionale.
Per quanto riguarda la politica estera, se da un lato è saldamente ancorata alla comunità euro-atlantica, dall'altro la Germania costituisce un affidabile partner per i Paesi emergenti dell'Est europeo e per quelli dell'emisfero australe. Affinché potesse trovare questo suo ruolo odierno, la Germania ha dovuto affrontare un cammino lungo e spesso difficoltoso.

La fine della Seconda Guerra Mondiale
L'8 maggio 1945, con la resa incondizionata dell'esercito tedesco, finisce la Seconda Guerra Mondiale in Europa. Questa data segna la fine di un conflitto in cui persero la vita 55 milioni di persone ed in cui gran parte dell'Europa venne devastata. Nel contempo, per la Germania, il crollo del governo nazionalsocialista significò la liberazione da oltre 12 anni di dittatura.

Dopo la guerra la Germania venne suddivisa in quattro zone d'occupazione. Mentre nelle zone americana, britannica e francese, le potenze occupanti crearono i presupposti per la formazione di partiti politici avviando la costituzione di uno stato democratico e la ricostruzione dell'economia, l'URSS, nella sua zona, usò i dettami del modello sovietico.
Il confine tra la zona occidentale e quella sovietica si trasformò a mano a mano in una "cortina di ferro" tra i blocchi, un vero e proprio fronte della guerra fredda.

La Repubblica Federale di Germania
Il 23 maggio 1949, unendo le tre zone d'occupazione occidentali, venne fondata la Repubblica Federale di Germania quale democrazia parlamentare. A suo fondamento costituzionale venne posta la "Legge fondamentale", della cui elaborazione erano stati incaricati, dalle potenze occidentali, i primi ministri tedeschi dell'ovest. Quale lezione più importante tratta dalla costituzione democratica della Repubblica di Weimar, successivamente abrogata dal regime nazionalsocialista, la nuova Legge fondamentale contiene il concetto che vieta qualsivoglia tentativo di abrogare l'ordinamento democratico e liberale dello Stato.
Al consolidamento della democrazia della Repubblica federale contribuirono in misura decisiva politici come il primo Presidente federale Theodor Heuss (FDP, Partito liberal-democratico), il primo Cancelliere federale Konrad Adenauer (CDU, Unione democratico-cristiana), Ludwig Erhart (CDU) quale Padre del "miracolo economico", ma anche le grandi figure dell'opposizione dell'SPD (Partito social-democratico) come Kurt Schumacher, Erich Ollenhauer e Carlo Schmidt.

La ricostruzione
Gli Anni '50 nel nuovo Stato trascorsero totalmente all'insegna della ricostruzione.
Per la politica estera il Governo federale sotto la guida del Cancelliere Adenauer imboccò una strada che sarebbe stata seguita da tutta la politica tedesca fino ad oggi, vale a dire la riconciliazione con gli ex-avversari della guerra e l'integrazione della Germania nella Comunità internazionale.
In quest'ambito si annovera sia il partneriato transatlantico con gli USA, sia la costruzione di un'Europa comunitaria.
La tappa più importante nel cammino verso il partneriato transatlantico fu l'adesione della Repubblica Federale Tedesca alla NATO nel maggio 1955. Contemporaneamente il Paese ottenne la sovranità, che rimase tuttavia soggetta a restrizioni fino all'unificazione delle due Germanie nel 1990. Da quel momento in poi l'Alleanza occidentale costituisce la cornice determinante per la politica di sicurezza e di difesa, e nel contempo il filo conduttore per la politica estera della Germania.
La costituzione della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio nel 1952 e la stipulazione dei Trattati di Roma per l'istituzione della Comunità Economica Europea nel marzo 1957 sono il punto di partenza per la creazione di un mercato europeo unico da cui, nel novembre 1993, nasce l'Unione Europea.
Il novero dei sei Paesi fondatori, cioè Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Repubblica Federale Tedesca, all'inizio del 1995 si è esteso a 15 Stati. Dalla comunità economica non solo è nato il maggior mercato a livello mondiale ma, tramite il Trattato di Maastricht, si è creato anche un'Unione che permette all'Europa di agire in comune anche in ambito politico.
Di particolare importanza per il Cancelliere federale Adenauer fu la riconciliazione con la Francia e la questione del risarcimento del popolo ebreo. Con il Patto dell'Eliseo del 1963, il Cancelliere federale e il Presidente francese de Gaulle gettarono le fruttuose basi per una collaborazione franco-tedesca. Dopo la stipulazione di un primo accordo per lo stanziamento di aiuti per l'integrazione dei rifugiati ebrei in Israele, seguì una serie di pagamenti di riparazione allo Stato d'Israele e ai perseguitati ebrei sparsi in tutto il mondo. Nel 1965 la Repubblica federale tedesca ed Israele instaurarono relazioni diplomatiche.

Il Muro di Berlino  e la Ostpolitik
Nonostante la chiusura degli Stati del Patto di Varsavia verso l'Ovest, che ha trovato la sua più dura espressione nella costruzione del Muro di Berlino il 13 agosto 1961, fu imperativo, per eminenti motivi di ragion di stato, cercare il dialogo politico anche con l'Unione Sovietica in quanto potenza guida dell'Est. Infatti, già nel settembre 1955, i due Stati avevano ripreso le relazioni diplomatiche.

Obiettivo ultimo della "Ostpolitik" (politica rivolta all'Est dell'Europa) di Willy Brandt, eletto Cancelliere federale nel 1969, fu quello di migliorare le relazioni con gli Stati dell'Est europeo e di rendere sopportabili per le persone le conseguenze della divisione della Germania. Nel marzo 1970 si incontrarono per la prima volta il Cancelliere federale Willy Brandt ed il Primo Ministro dell'ex-Rdt Willy Stoph. Nell'agosto dello stesso anno venne firmato a Mosca il trattato sulla rinuncia all'uso della forza e sul riconoscimento dello status quo. Nella cosiddetta "lettera sull'unità tedesca", consegnata nella stessa occasione, il governo federale dichiara la non-contrarietà del trattato all'obiettivo dell'instaurazione di una situazione di pace in Europa, in cui "il popolo tedesco possa, con l'autodeterminazione, liberamente ripristinare la sua unità".

Nel dicembre 1970 venne firmato il trattato di Varsavia in cui la Repubblica federale ribadisce l'inviolabilità del confine esistente con la Polonia (linea dell'Oder-Neiße). Nel trattato fondamentale firmato dai due Stati tedeschi nel dicembre 1971, le due parti contraenti stabilirono la rinuncia alla minaccia reciproca e all'uso della forza, l'inviolabilità del confine intertedesco e il rispetto dell'indipendenza e dell'autonomia dei due Stati. Seguì un ulteriore accordo di rinuncia alla violenza con il Trattato di Praga firmato nel dicembre 1973 dall'allora Cecoslovacchia e dalla Repubblica federale.

Una tappa importante negli sforzi per la distensione fatti a partire dagli inizi degli Anni '70 fu, nel 1975, la firma dell'Atto conclusivo della Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa di Helsinki.  In esso i 35 Stati firmatari concordarono raccomandazioni per la promozione della distensione, per la cooperazione economica, per la libertà di circolazione transfrontaliera e per il rispetto dei diritti dell'uomo.

L'inizio della svolta
A partire dalla metà degli Anni '80, il Segretario Generale del PCUS Michail Gorbaciov contribuì in maniera determinante alla distensione del rapporto fra Est e Ovest. Altri Stati del Patto di Varsavia, tra cui l'ex-Rdt, si ostinarono invece a seguire la loro politica di isolamento. Ciononostante si assiste in quegli anni alla stipulazione di ulteriori trattati intertedeschi, ad esempio negli ambiti degli scambi culturali e della tutela dell'ambiente. Nel 1986 si crearono i primi gemellaggi tra città della Repubblica federale e della Repubblica democratica.
Furono soprattutto i principi di Helsinki e l'apertura politica sotto la guida di Gorbaciov a far aumentare, alla fine degli Anni '80, le richieste da parte dei cittadini dell'ex-Rdt di avere nel loro Paese una maggiore libertà politica e di circolazione.
Nell'ottobre 1989, la tensione, che era andata intensificandosi tra i cittadini dell'Rdt ed il vertice politico di Berlino-Est, si manifestò quando il governo celebrò ufficialmente i 40 anni dalla costituzione della Repubblica democratica mentre a Lipsia migliaia di persone manifestarono contro il regime scandendo lo slogan "Noi siamo il popolo".

La Caduta del Muro

Il 9 novembre 1989 a Berlino crolla il muro. Anche le dimissioni dell'allora capo di Stato e del partito Erich Honecker non poté salvare il regime ed in ultima analisi lo Stato.
La rivoluzione pacifica nell'ex-Rdt spianò la strada all'unità tedesca.
Il Cancelliere federale Helmut Kohl era teso a promuovere il processo di unificazione rispettando il quadro generale degli sviluppi in Europa e concordandosi con i partner dell'Unione Europea e con i Paesi coinvolti nel processo della Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Espressione di ciò fu la contemporaneità dei negoziati per la conclusione del cosiddetto Trattato Due-più-Quattro tra URSS, USA, Francia, Gran Bretagna e i rappresentanti dei due Stati tedeschi, e quelli per il Trattato d'Unificazione tra il nuovo governo dell'Rdt, eletto in elezioni libere, e la Repubblica federale.

La Riunificazione tedesca
Il 3 ottobre 1990 fu ripristinata l'unità della Germania.
In seguito all'unificazione dei due Stati e agli enormi cambiamenti geopolitici verificatesi dopo il crollo del modello statale dell'est, la Germania e i suoi partner si sono trovati di fronte a sfide del tutto nuove:

  • ricostruzione dei Länder nuovi e completamento dell'unità interna
  • ulteriore sviluppo dell'Europa verso l'unione politica
  • costruzione di un'architettura globale per la pace e la sicurezza

La ricostruzione economica nella Germania dell'Est andò di pari passo con la disponibilità dimostrata dalla Germania di assumersi le nuove responsabilità che in seguito dell'unificazione si erano accresciute a livello internazionale. In tale contesto vanno annoverati gli aiuti a livello finanziario e di consulenza a sostegno delle riforme nei Paesi dell'Europa centrale e orientale e negli Stati della CSI. Parallelamente è rimasto considerevole l'impegno nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. Nonostante i massicci trasferimenti di fondi nei nuovi Länder, la Germania ha procurato la parte maggiore degli aiuti per la ricostruzione di tali Paesi.

Il fatto che la Germania figuri al terzo posto dei contribuenti dell'ONU evidenzia la volontà del Paese a continuare la politica finora adottata dando il suo contributo al consolidamento della pace. Tale impegno si esprime anche nella disponibilità a far partecipare truppe tedesche alle azioni della NATO e dell'UEO per adempiere alle decisioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Discorso analogo vale per la disponibilità delle truppe tedesche a far parte aoperazioni di pace sotto l'egida dell'ONU.
La Germania ha contribuito in modo determinante anche alla realizzazione del Trattato di Maastricht e all'allargamento dell'Ue.
Durante la Presidenza all'Ue (01.01. - 30.06.1999), periodo in cui cadeva il 50° anniversario della Repubblica federale, la Germania ha promosso insistentemente l'accoglienza di nuovi Stati nell'Unione.

Cinquant'anni dopo la sua costituzione, la Germania è fra le democrazie più stabili del mondo e un Paese che si assume le sue responsabilità a livello internazionale.

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