Stralci dalla Dichiarazione della Cancelliera Federale Dr. Angela Merkel sulla Legge finanziaria 2012 dinnanzi al Bundestag Tedesco il 23 novembre 2011 a Berlino

[…] Il compito maggiore è indubbiamente il superamento della crisi nella zona euro. In questo contesto, nei mesi scorsi il Parlamento in diverse votazioni e con grande maggioranza ha preso decisioni per il futuro, per un avvenire in un’Europa comune. Da ultimo il 26 ottobre si è raggiunto un appoggio bipartisan del Bundestag Tedesco quando si è trattato di votare sull’EFSF. Proprio perché molti di Voi non hanno potuto concedere il loro sostegno a cuor leggero, perché vengono messe a disposizione somme enormi, proprio per i parecchi dubbi e incertezze rispetto a ciò che verrà, desidero ringraziarVi vivamente ancora una volta per l’appoggio che avete accordato tramite il Bundestag Tedesco.

In tal modo avete segnalato che il futuro della Germania è indissolubilmente legato all’avvenire dell’Europa. Il futuro della Germania e dell’Europa è indissolubilmente legato alla situazione della comunità internazionale degli Stati e alle sfide globali a cui possiamo far fronte solo insieme. Allo stesso tempo è chiaro che ogni Paese deve dare il suo contributo. Ed è proprio ciò che sta avvenendo in questi giorni in Europa: azione comune e responsabilità propria.

Nei molti mesi in cui ci siamo occupati della crisi del debito nell’Eurozona, siamo giunti passo dopo passo, così credo, molto chiaramente ad un’analisi di quanto è stato fatto di sbagliato nel passato:

primo, un eccessivo indebitamento pubblico,

secondo, una mancanza di competitività in alcuni degli Stati – questo ha a che fare con il fatto che lo sviluppo globale verso una maggiore competitività si è accelerato proprio anche in altri continenti e

terzo, carenze fondamentali nella costruzione dell’Unione Economica e Monetaria. Pertanto il superamento della crisi, e quindi il confronto con il passato, e la prevenzione per l’avvenire sono strettamente legati.

[…]

Ora si lamenta che l’Unione Monetaria Europea abbia una Banca Centrale che, e questo è giusto e distingue l’Unione Monetaria Europea dalla situazione di Stati nazionali come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d’America, è unicamente responsabile della stabilità monetaria, il che era il presupposto di questa Unione Monetaria. Questo è il suo mandato e lo esercita. Sarei molto prudente nel criticare costantemente la Banca Centrale Europea. La sua indipendenza, che noi tutti consideriamo così importante, sussiste in tutte le direzioni, che faccia qualcosa o che non lo faccia. La situazione è simile a quella della Corte Costituzionale Federale. Io credo che sia anche molto importante che l’Europa si fondi su tali istituzioni indipendenti. Per questa ragione sono fermamente convinta che il mandato della Banca Centrale Europea non debba essere assolutamente modificato.

Ma questa situazione del debito ha come conseguenza che in seguito alla giurisdizione della Corte Costituzionale Federale, ma anche alle nostre stesse decisioni, abbiamo sempre a disposizione una quantità finita di denaro con cui possiamo creare scudi – questo è nella definizione stessa del fondo, dell’EFSF o di quanto simile – e quindi siamo naturalmente più vulnerabili di fronte ai mercati rispetto ai Paesi che per tradizione possono più facilmente stampare denaro e in cui le banche centrali possono comprare titoli di stato.

Tuttavia, di fronte all’assetto politico dell’Unione europea e dell’Eurozona, in cui ci sono una sovranità nazionale in materia di bilancio e una moneta comune, ora si evidenzia la vera contraddizione o la vera calamità, ossia in ultima analisi non sussiste possibilità alcuna di agire e intervenire una volta che un Paese non rispetta continuamente gli accordi comuni del Patto di Stabilità e di Crescita. Il vero problema è che in questi 10 anni abbiamo avuto almeno 60 di queste violazioni e che in nessuno di questi casi c’è stato un effetto che avesse impedito ad un Paese di continuare così. Pertanto si è persa la fiducia, la fiducia dei mercati internazionali nella capacità di agire. 

[…]

Per questo motivo non bisogna mettere il carro davanti ai buoi, bensì bisogna cominciare ora con il prossimo passo e dire: se vogliamo ottenere nuovamente la fiducia non dobbiamo più credere ad assicurazioni volontarie, bensì dobbiamo pretendere che si garantisca in modo contrattualmente e giuridicamente vincolante - a tal fine necessitiamo di modifiche ai Trattati – che vengano veramente rispettate le regole del Patto di Stabilità e di Crescita europeo.

Questo è il primo passo verso un’Unione fiscale, verso una casa politica che ovviamente comporterà anche armonizzazioni in settori di competenza nazionale. Proprio questo era il motivo per cui mi sono adoperata a favore del Patto Euro-Plus, un patto in cui parliamo di diritto del lavoro, di età pensionabile e di armonizzazione dei sistemi fiscali. E questo era il motivo per cui ho concordato con il Presidente Francese che la Germania e la Francia in occasione dell’anniversario del Trattato dell’Eliseo nel 2013 presenteranno una comune legislazione per la tassazione delle imprese, al fine di dare un buon esempio di maggiore comunanza nella zona euro, perché altrimenti non si può più andare avanti a lungo andare.

Non ha senso che, come spesso avviene, qualunque sia il neologismo a cui si ricorre, si tenti di far credere che ci sono soluzioni facili, bensì dobbiamo recuperare passo dopo passo la perdita di fiducia e riconquistarla. Questo deve andare certamente di pari passo con una migliore competitività e un percorso di crescita che imbocchiamo nell’Unione europea. A questo proposito possiamo fare molto per il completamento del mercato interno, qui possiamo fare ancora qualcosa anche in Germania. Possiamo fare molto con un migliore utilizzo dei fondi strutturali e di coesione che non vengono ancora affatto utilizzati in molti Paesi che ora debbono risparmiare e soprattutto possiamo fare molto riflettendo, quanto alla futura previsione finanziaria, se la configurazione dei fondi strutturali e di coesione sia adeguata e se con essi non abbiamo sostenuto la crescita nella misura desiderata. È questo che dobbiamo affrontare in Europa. Questa almeno è la mia convinzione.

Il Governo Federale al Consiglio Europeo dell’8 e 9 dicembre 2011 presenterà proprio queste proposte. Essendo andata persa la fiducia politica, questa stessa fiducia può essere riconquistata attraverso misure politiche fatte passo dopo passo. Questa è la nostra convinzione.