Intesa UE sul Trattato fiscale
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(© BPA)
La Cancelliera Federale Angela Merkel ha definito la riunione informale del consiglio europeo “ricca di risultati e di successo”. L'intesa su un Trattato fiscale è un importante passo verso un'unione di stabilità.
Già durante i preparativi per le consultazioni, la Signora Merkel si era adoperata fortemente per una più severa disciplina in materia di bilancio. A Bruxelles 25 Paesi hanno aderito alle idee sul patto fiscale. Proprio anche per “coloro” che guardano l'Eurozona da fuori è molto importante “che abbiamo consacrato questi obblighi aggiuntivi”.
I Paesi membri hanno deciso insieme di introdurre la regola aurea del freno all'indebitamento in ogni costituzione ovvero in ogni legislazione nazionale. La Merkel ha sottolineato che questa regola aurea è “ vincolante ed eterna” per l'approvazione del bilancio.
Il deficit pubblico annuo di un Paese dell' UE d'ora in poi non dovrà superare lo 0,5 % della forza economica. Non vengono calcolati gli effetti congiunturali e una tantum.
Nel caso di inosservanza della regola per il debito esiste un diritto di ricorso. Per ragione giuridiche la Commissione UE stessa non può presentare ricorso . Ma in base ad una procedura consolidata la Commissione in futuro potrà accertare una violazione della regola per il debito. Successivamente, un Paese membro presenterà ricorso presso la Corte di Giustizia Europea. Secondo la Merkel iPpaesi dell'UE vogliono stabilire questa procedura entro il mese di Marzo di quest'anno.
Anche il Trattato stesso dovrà essere firmato a Marzo. Oltre alla Gran Bretagna che già in Dicembre aveva annunciato il suo rifiuto, al momento attuale neanche la Repubblica Ceca ha aderito Trattato.
Crescita ed occupazione
Oltre al patto fiscale i Capi di Stato e di Governo dei Paesi dell' UE si sono consultati anche sui temi della crescita e dell'occupazione, dove la loro maggior attenzione era incentrata in particolare sulla lotta alla disoccupazione giovanile nonché sul sostegno alle piccole e medie imprese. “ Siamo stati d'accordo che i giovani prima devono quanto prima avere un'offerta di lavoro una volta che sono rimasti senza occupazione dopo aver lasciato la scuola.” Queste le parole della Merkel. “Tutti i Paesi membri hanno ora assunto questo obbligo”. Inoltre ha sottolineato l'importanza dell' esperienza tedesca nella formazione aziendale.
Riassegnare i mezzi disponibili dai fondi strutturali e sociali
I Paesi dell'UE intendono investire più fondi in progetti che incentivano la crescita economica e creano posti di lavoro per i giovani. A questo proposito vogliono utilizzare i mezzi esistenti disponibili dei fondi strutturali e sociali dell'Unione Europea. Al momento attuale, sono ancora disponibili dai fondi strutturali 82 miliardi di euro che finora non sono stati concretamente pianificati.
“I fondi assegnati ai singoli Paesi restano certamente presso gli stessi” così la Cancelliera Federale. I Paesi potrebbero però riconvertire i loro progetti in modo tale da destinarli soprattutto alla concessione di crediti alle piccole e medie imprese.
Le piccole e medie imprese costituiscono la spina dorsale dell'industria europea
Il Consiglio europeo ha sottolineato nella sua “dichiarazione sulla crescita e l'occupazione” l'importanza delle piccole e medie imprese. Pertanto, i Paesi membri intendono sostenere queste imprese per esempio con l'impegno di prestiti per il finanziamento di progetti. Ciò dovrebbe portare ad una maggiore mobilizzazione di fondi finanziari privati per progetti infrastrutturali. Tutte le misure mirano ad impedire un'ulteriore riduzione dei crediti per le imprese.
Il completamento del mercato interno
Il Consiglio europeo considera il mercato interno quale “uno dei maggiori propulsori per la crescita economica in Europa”. “Pertanto è necessario sfruttare meglio le possibilità del mercato interno, non da ultimo il potenziale della direttiva sui servizi “queste le parole della Merkel.
All'iniziativa di crescita vogliono partecipare tutti i Paesi membri ad eccezione della Svezia.