Avviata l’unione fiscale europea

Ingrandire l'immagine Berlino, 9 dicembre 2011

I Capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’euro si sono accordati a Bruxelles su nuove basi contrattuali. I 17 Paesi dell’euro e probabilmente gli altri paesi dell’Ue con l’eccezione della Gran Bretagna vogliono stipulare un nuovo trattato su un’unione fiscale. In tal modo si potrà riconquistare la fiducia dei mercati e dell’opinione pubblica nella stabilità della moneta comune.

La Cancelliera Federale Merkel si è detta molto soddisfatta del risultato. “I 17 Stati dell'eurozona devono riconquistare la credibilità. Ed io credo che con le decisioni odierne ciò possa riuscire e riuscirà”, così ha dichiarato a Bruxelles.

Gli errori di costruzione dell’Unione Economica Monetaria commessi 20 anni fa con il Trattato di maastricht verranno ora risolti passo dopo passo. Nella sua conferenza stampa a conclusione del vertice, la Signora Merkel ha ribadito che la riconquista della credibilità dell’eurozona non può essere ottenuta “con un solo colpo”, bensì attraverso un lungo processo. Un’unione monetaria efficiente richiede anche un rafforzamento degli organi comunitari per funzionare.

 

Le decisioni più importanti

I Capi di Stato e di Governo si sono accordati sui seguenti elementi chiave di un nuovo trattato:

 

- Tutti i Paesi introducono un freno all’indebitamento consacrato con una legge, possibilmente costituzionale, con l’obiettivo di avere bilanci pubblici in pareggio. Un bilancio è considerato in pareggio se non annovera un deficit superiore allo 0,5 % del PIL. La Corte di Giustizia Europea può esaminare la corretta trasposizione del freno all'indebitamento europeo nella legislazione nazionale.

- L'Unione europea in futuro potrà sanzionare automaticamente i Paesi con deficit di bilancio troppo alti. Le sanzioni ora potranno essere bloccate solamente a maggioranza qualificata. Vale dunque una maggioranza qualificata all’inverso.

- I Paesi con un indebitamento eccessivo dovranno concordare con la Commissione Ue dettagliati accordi di riforma.

 

Il futuro meccanismo permanente ESM sarà operativo non solo nel 2013, bensì già nell’estate del 2012. L’ESM avrà, indipendentemente dagli obblighi dell’EFSF, un volume massimo di prestiti di 500 miliardi di euro.

Nella partecipazione dei creditori privati l’ESM dovrà orientarsi al Fondo Monetario Internazionale. Si tratta di una prassi conosciuta ai mercati come anche ai Paesi membri, che fa parte della conquista della fiducia.

Alla luce delle sfide tuttora esistenti, i Capi di Stato e di Governo intendono incontrarsi in futuro ad intervalli mensili. La Cancelliera Federale Merkel  ha espresso apprezzamento per l’eccellente collaborazione con il Presidente francese Nicolas Sarkozy e per l’atmosfera costruttiva delle consultazioni. La Signora Merkel si è rammaricata per la mancata partecipazione della Gran Bretagna all’unione fiscale. Gli altri Paesi tuttavia non potevano seguire le condizioni britanniche.

Il Ministro Federale dell’Economia Philipp Rösler ha affermato che le decisioni dimostrano come l’Europa avanzi con coraggio e determinazione. La via verso un’unione di stabilità è irreversibile.