La Germania è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

Abstimmung im Sicherheitsrat Ingrandire l'immagine (© dpa/picture-alliance)

La 65a assemblea generale delle Nazioni Unite, svoltasi a New York il 12 ottobre 2010, ha designato la Germania quale membro non permanente - per il biennio 2011/2012 - del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il suo organismo più importante e fulcro vitale dell’ordinamento internazionale per la pace.

Già al primo turno delle votazioni la Germania ha ricevuto 128 voti dei 192 stati membri, assicurandosi la necessaria maggioranza di 2/3. Il Ministro Federale degli Affari Esteri, Guido Westerwelle, ha ringraziato “la prova di fiducia” per l’impegno internazionale della Germania.

È la quinta volta che la Germania, dal 1977/78, si appresta a sedere al tavolo rotondo del Consiglio di Sicurezza, composto da 15 stati membri. Cina, Francia, Gran Bretagna, USA e Russia sono i membri permanenti. La  Germania sarà uno dei dieci non permanenti.

Per la politica estera tedesca le Nazioni Unite svolgono un ruolo centrale. Sin da quando la Germania ne è diventata membro, nel 1973, ha dimostrato di essere un partner affidabile per gli obiettivi e i valori dell’organizzazione mondiale. Dopo USA e Giappone la Germania è il terzo paese-contribuente e uno dei più importanti sostenitori a livello economico delle NU.  Nel campo dei finanziamenti per la collaborazione allo sviluppo è, inoltre, il terzo donatore a livello internazionale e partecipa a numerose istituzioni delle NU e a suoi organismi. Nel campus delle Nazioni Unite di Bonn hanno la sede 18 uffici NU.

„In tutto il mondo la Germania è nota per la propria affidabilità, l’impegno per la pace e lo sviluppo e per il suo approccio multilaterale”, ha affermato il Ministro Westerwelle di fronte alle Nazioni Unite per sostenere la candidatura tedesca, sottolineando che la Germania mira nel Consiglio di Sicurezza ad una sua riforma  puntando ad un Consiglio di Sicurezza che rispecchi gli attuali equilibri mondiali ed eserciti una maggiore influenza su continenti come l’Africa e l’America Latina.
(Fonte: Public Diplomacy)