La "nazione alemanna" a Venezia

 Ingrandire l'immagine (© Centro Tedesco di Studi Veneziani)

Venezia, punto di contatto tra Oriente e Occidente, tra Medioevo e Rinascimento, era la città più cosmopolita del Mediterraneo. Luogo di scambi di commerci e di idee, Venezia era il punto di incontro di persone e gruppi provenienti dall'Europa, che si riunivano in “confraternite” nazionali e avevano il loro punto di aggregazione religiosa presso la cappella di una chiesa e spesso risiedevano e commerciavano in un fondaco a loro destinato. La comunità dei tedeschi, o “nazione alemanna”, era una delle più antiche e importanti comunità straniere stabilitesi a Venezia: il Fondaco destinato ad accogliere i tedeschi che lavoravano e risiedevano nella città lagunare era posto nel centro commerciale di Rialto, e fu ricostruito all’inizio del XVI secolo a spese dello stato. La comunità aveva il proprio luogo di culto nella vicina chiesa di San Bartolomeo, in una cappella dedicata alla Madonna del Rosario per la quale nel 1506 Albrecht Dürer dipinse la grandiosa pala raffigurante “La Festa del Rosario”. Con questa opera, il grande pittore di Norimberga realizzò non soltanto una delle più cruciali opere d’arte del Rinascimento, ma una vera e propria fotografia della società veneziana di inizio Cinquecento: una serie di personaggi che frequentavano quotidianamente il mercato di Rialto, il Fondaco e la chiesa di San Bartolomeo sono raffigurati insieme a illustri referenti politici e istituzionali come l’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo e il papa Giulio II. Questa immagine fotografa quella ragnatela di rapporti economici, culturali e devozionali che si erano stabiliti nel corso dei secoli tra la comunità dei tedeschi, la parrocchia e il mondo civile, istituzionale e religioso veneziano.

 

Proprio nella sagrestia della chiesa di San Bartolomeo, che è attualmente sottoposta a un’ importante campagna di restauro, è stata recentemente scoperta una lastra marmorea che commemora uno dei più importanti rappresentanti della comunità tedesca nella Venezia della seconda metà del XVI secolo. Christoph Mülich, latinizzato Christophero Muelichio, era un agente della famiglia Fugger di Augusta. Sappiamo ancora relativamente poco della attività della banca Fugger a Venezia, ma il loro ruolo di protagonisti è indiscutibilmente dimostrato dalla stessa pala del Rosario, da loro pagata e donata alla comunità dei tedeschi. L'iscrizione sulla lastra appena scoperta testimonia che Mülich morì a Venezia il 5 settembre 1555, "a 61 anni, 11 mesi e 3 giorni". La lastra, che presumibilmente era stata utilizzata come parte della sepoltura di Mülich e che poi, con il rifacimento del pavimento della chiesa, era stata rimossa e riutilizzata dopo essere stata capovolta, è una delle più importanti e inedite testimonianze del ruolo primario dei tedeschi nella Venezia del Rinascimento.

 

A partire dalla ragnatela di rapporti, raffigurata nella pala del Rosario, e grazie a nuove scoperte di manufatti e documenti d’archivio, è stato organizzato il convegno internazionale “La chiesa di San Bartolomeo e la comunità tedesca a Venezia” che si svolgerà il 24 e 25 novembre 2011 a Venezia. Il convegno, a cura di don Natalino Bonazza, Isabella di Lenardo e Gianmario Guidarelli, organizzato dallo Studium Generale Marcianum in cooperazione con il Centro Tedesco di Studi Veneziani, inaugurerà il progetto editoriale “Chiese di Venezia, Isole e Terraferma veneziana” (segui il link ) e si articolerà in due giornate di studio: quella del 24 novembre 2011 si svolgerà presso palazzo Barbarigo dalla Terrazza e si concluderà con una conferenza serale di Bernd Roeck, dal titolo “Artisti – artigiani - mercanti: Tedeschi a Venezia nella prima età moderna”. Il giorno successivo, il convegno si sposterà presso la Scuola Grande di San Teodoro, per concludersi sabato 26 novembre con l’inaugurazione dei restauri della Sacrestia e con l’apertura ai visitatori della chiesa e della Scoletta degli Alemanni, uno straordinario ambiente ancora oggi praticamente sconosciuto ai turisti e agli stessi veneziani. Nelle tre sessioni del convegno si confronteranno storici dell’arte e dell’architettura, storici della società e della chiesa, esperti di storia della musica e teologi per districare quei numerosi filoni di indagine che la storia di una chiesa situata nel centro nevralgico della città, all’incrocio di commerci, lingue e popoli di tutta Europa, sede della devozione dei tedeschi residenti nel vicino Fondaco, contribuisce ad arricchire di interrogativi e di significati ancora oggi cruciali per una società (ed una città) complessa e multietnica come Venezia.

 

Fonte: Centro Tedesco di Studi Veneziani